P.O.F. - Scuola dell'infanzia San Cirillo

Vai ai contenuti

Menu principale:

P.O.F.

Informazioni

PIANO dell’OFFERTA FORMATIVA
( P.O.F. )
 
Progetto Educativo Didattico
 
 
L’ OFFERTA FORMATIVA DELLA SCUOLA PARITARIA SAN CIRILLO
“UN PROGETTO DI ISPIRAZIONE CRISTIANA”
 
La prospettiva curriculare del POF si sviluppa in riferimento ai seguenti assi portanti del progetto educativo, cristianamente ispirato e condiviso dalle famiglie:
 
•      i fondamenti ideali, culturali e pedagogici
•      la scuola dell’infanzia riconosce nei genitori i primi e principali educatori dei figli
•      la scuola nella comunità parrocchiale e civile
  
1. FONDAMENTI IDEALI, CULTURALI E PEDAGOGICI
 
La scuola dell’infanzia “San Cirillo” è una scuola:
•      paritaria e convenzionata
•      autonoma, perché pensata come luogo di educazione ai valori umani, culturali e cristiani
•      di ispirazione cristiana:
–     perché in questa concezione, l’uomo è unico e irripetibile
–     perché volge la sua attenzione all’insegnamento della religione cattolica.
•      aperta a tutti e luogo dove la diversità diventa un valore.
 
La scuola organizza il proprio percorso educativo:
•      il bambino viene posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi 
•      il gruppo docenti definisce le proposte in una relazione costante con i bisogni fondamentali e i desideri dei bambini
•      i docenti valorizzano i momenti di passaggio (nido, scuola primaria), che segnano le tappe fondamentali di apprendimento e di crescita di ogni bambino
•      la scuola si propone come luogo accogliente affinché ci siano le condizioni che favoriscano lo “star bene a scuola” di ogni singolo bambino 
 

2. LA SCUOLA DELL’ INFANZIA RICONOSCE NEI GENITORI  I PRIMI E PRINCIPALI EDUCATORI DEI FIGLI
 
Nella scuola dell’infanzia di ispirazione cristiana, si chiede la compartecipazione dei genitori per garantire la coerenza dell’azione educativa.
Insegnanti e genitori mettono insieme tutte le conoscenze e le informazioni necessarie per costruire la “storia personale” di ciascun bambino tramite colloqui individuali ed assemblee per sezione ed intersezione.
I genitori entrano maggiormente nello spirito della scuola grazie anche all’elezione dei rappresentanti di intersezione che periodicamente assistono al comitato genitori con il compito di entrare nel vivo del progetto pedagogico e didattico, passare le informazioni al gruppo dei genitori.
 
 
3. LA SCUOLA NELLA COMUNITA’ ECCLESIALE E CIVILE

Il contesto in cui si compie il percorso formativo dei bambini è ricco di varie stimolazioni, da quelle ambientali a quelle culturali.
La formazione non si compie quindi soltanto a scuola, ma collaborando con le varie istituzioni che concorrono a rendere significativo il percorso di crescita del bambino.
C’è quindi la necessità di collaborare con tutte le istituzioni presenti in modo particolare sul territorio.
In primo luogo con la famiglia, prima responsabile della formazione dei bambini e poi con le varie associazioni: parrocchia, oratorio, biblioteca, Comune…
In modo particolare la nostra scuola, essendo anche vicina territorialmente alla chiesa parrocchiale, fa in modo che siano diverse le opportunità di visita dei bambini alla chiesa e del nostro parroco alla scuola, affinché ci sia una continuità ed una condivisione dentro e fuori la scuola dei valori cristiani.
 
 
  
STRUTTURA DEL POF COSI ARTICOLATA
 
 
1.  Riferimenti alla storia della scuola
2.  Collocazione dell’istituzione scolastica nella realtà socio-ambientale
3.  Descrizione della struttura scolastica
4.  Organizzazione generale   
5.  Progettazione dell’attività didattica
6.  Continuità orizzontale e verticale
7.  Integrazione bambini disabili
8.  Formazione e aggiornamento
   
1. RIFERIMENTI ALLA STORIA DELLA SCUOLA

L’attuale Scuola dell’Infanzia (Asilo Infantile San Cirillo di Sacconago) fu istituita per iniziativa ed a cura di apposito comitato cittadino, costituitosi nel 1905 sotto la presidenza del Parroco Reverendo don Antonio Marelli. Ha cominciato a funzionare il 2 ottobre del 1911 nel fabbricato di Via San Luigi,4  attuale sede, costruito ed arredato con i mezzi raccolti dalla pubblica beneficenza.
La Scuola dell’Infanzia fu eretta in Ente morale con Decreto Luogotenenziale in data 27 marzo 1917 ed assunse la qualifica di I.P.A.B., regolata dalla legge 17 luglio 1890 n. 6972 e succ. modd.
A seguito del DPR 24 luglio 1977 n. 616, con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 22 dicembre 1978 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 361 del 29 dicembre 1978 la Scuola dell’Infanzia “San Cirillo” venne ricompresa tra le I.P.A.B. escluse dal trasferimento ai comuni “in quanto svolgenti in modo precipuo attività inerenti la sfera educativo – religiosa”.
 
La natura giuridica di I.P.A.B. fu mantenuta fino al provvedimento di depubblicizzazione all’ente disposto dalla Regione Lombardia n.10182 del 15 marzo 1996 pubblicata sul bollettino Ufficiale della Regione Lombardia  n.18 del 29 aprile 1996.
 
Con il succitato provvedimento di depubblicizzazione all’ente è stata contestualmente riconosciuta la personalità giuridica di diritto privato ai sensi dell’art. 12 del Codice Civile.
 
A far data dal 13 maggio 1996 l’ente è iscritto presso la cancelleria del Tribunale di Varese al numero 402 del Registro delle persone giuridiche private.
La scuola è un Ente Morale, è gestita dall’assemblea dei soci e dal consiglio di Amministrazione, il cui attuale presidente è don Giulio Bernardoni.
 
La Scuola dell’Infanzia “San Cirillo” è una scuola di ispirazione cattolica, si fonda su una visione cristiana della vita e dell’educazione, e pone il bene del bambino al centro del proprio impegno educativo.
Per  educazione si intende  “l’introduzione del bambino alla realtà, affinché  possa riconoscere il significato totale di essa… e scopra il senso della propria vita” .
L’esperienza educativa avviene quando il bambino vive su di sé l’attenzione amorosa di adulti significativi, quando il suo “fare” viene riconosciuto e stimato, quando percepisce su di sé l’attesa fiduciosa della sua crescita. Gli adulti chiamati a questo impegno hanno il preciso compito di  confrontarsi e arricchirsi reciprocamente dei diversi sguardi sul bambino.


2. COLLOCAZIONE DELL’ ISTITUZIONE SCOLASTICA NELLA REALTA’ SOCIO-AMBIENTALE

La scuola dell’infanzia “San Cirillo” è collocata nel rione di Sacconago e da un’analisi del territorio si evidenzia una posizione privilegiata, vicina al centro cittadino ma contemporaneamente inserita in un contesto al di fuori dal traffico.
La scuola può accogliere un massimo di 150 bambini/bambine divisi in 5 sezioni.
Analizzando il bacino d’utenza emerge che la maggior parte è a carattere residenziale e l’altra, più ridotta, è costituita da coloro che scelgono la scuola in base alla vicinanza al posto di lavoro. La maggior parte delle famiglie dei bambini frequentanti è infatti composta da entrambi i genitori lavoratori.
La struttura si colloca in una posizione di vicinanza ad altre istituzioni educative come L’asilo nido “Primi Passi”, la scuola primaria “Ada Negri”, “Pieve di Cadore” e la scuola primaria di secondo grado “Galileo Galilei”.
 

3. DESCRIZIONE DELLA STRUTTURA SCOLASTICA

La struttura della nostra scuola è centenaria, ma sono stati apportati miglioramenti  strutturali, di sicurezza, ma anche estetici.
 
Nella nostra Scuola gli spazi sono così suddivisi:
  • ampio ingresso
  • cinque grandi e luminose aule didattiche
  • sala da pranzo
  • sala della merenda
  • ampio salone per i giochi, per le attività motorie e altri laboratori
  • biblioteca
  • antibagno
  • sala medica
  • grande cucina con dispensa
  • ufficio/segreteria
  • ampio cortile esterno
  • giardino esterno con erba sintetica
 
 
4. ORGANIZZAZIONE GENERALE E VITA DELLA SCUOLA
 
“La finalità generale della scuola è lo sviluppo armonico e integrale della persona, all’interno dei principi della Costituzione Italiana e della tradizione culturale europea, nella promozione della conoscenza e nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità individuali, con il coinvolgimento attivo degli strumenti e delle famiglie” (dalle Indicazioni).
Per raggiungere tale traguardo la nostra scuola segue le nuove Indicazioni del settembre 2012 e:
  1. fissa gli obiettivi generali del processo formativo;
  2. fissa gli obiettivi specifici relativi ai diversi campi d’esperienza;
  3. i contenuti delle diverse attività didattiche proposte;
  4. la metodologia e le strategie didattiche più efficaci;
  5. la valutazione del lavoro svolto;
  6. gli orari di frequenza scolastica;
  7. il calendario scolastico;
  8. gli incontri con i genitori;
  9. il collegio docenti e le intersezioni.
 
Le insegnanti fatte proprie le Indicazioni didattiche relative e tenendo presente della libertà di insegnamento, elaborano le esperienze di apprendimento più efficaci, le scelte didattiche più significative e le strategie più idonee.
L’attività didattica è così orientata alla qualità dell’apprendimento di ciascun bambino e non ad una sequenza lineare e incompleta.
Alla luce di ciò per rispondere nel modo più completo ed efficace ai bisogni del bambino, il Collegio Docenti opta per una struttura metodologica che prevede all’interno delle attività scolastica, diverse opportunità educative quali:
  • sezione
  • intersezione
  • laboratori
  • piccoli gruppi di attività individualizzata.
 

La Scuola dell’Infanzia è dotata di macchina fotografica, computer, stereo, lettori CD, proiettore, telo di proiezione e la disponibilità di usufruire del teatro Lux.
  
 
PERSONALE INTERNO DELLA SCUOLA
 
  • Presidente (parroco pro-tempore)
  • Coordinatrice
  • Insegnanti di sezione (cinque)
  • Insegnanti di sostegno (quattro)
  • Responsabile HACCP
  • Assistente per il pre-post scuola e per la nanna
  • Rappresentanti dei genitori (due per sezione)
  • Cuoca
  • Aiuto cuoca e ausiliaria
  •  Personale ausiliario
 
Sono presenti nella struttura, anche figure di volontari che prestano un servizio per la nostra scuola e dei collaboratori professionali esterni:
  • Responsabile HACCP
  • Responsabile della sicurezza RLS
 
 
ORARI DEGLI ALUNNI
  
  • PRE-SCUOLA             7:30 /  8:30
  • INGRESSO                  8:30 /  9:00
  • USCITA                     15:15 / 15:30
  • POST-SCUOLA         15:30 / 18:00
 
  INSERIMENTO durante la riunione generale, vengono informati i genitori su tempi e modi dell’inserimento stesso:
• per i nuovi iscritti gli orari sono ridotti nelle prime settimane a seconda delle necessità.
Il calendario scolastico concordato dal Comune di Busto Arsizio, per tutte le scuole del suo territorio, sarà esposto in bacheca, dove sarà affisso anche, settimanalmente, il menù predisposto dal Dietologo del Comune.
 
  CENTRO ESTIVO          LE PRIME TRE SETTIMANE DI LUGLIO
 
 
 
 
ORGANIZZAZIONE DI UNA GIORNATA “TIPO”:
SCANSIONE DEI TEMPI E DELLE ATTIVITA'
 
Ad eccezione del periodo di inserimento che segue una propria struttura oraria, l’articolazione delle attività nelle sezioni è la seguente:
 
-        7:30 -  8:30     pre-scuola
-        8:30 -  9:00     accoglienza in sezione
-        9:00 -  9:30     inizio attività di routine
-      10:00 - 11:15     attività didattica
-      11:15 - 11:30     preparazione al pranzo
-      11:30 - 12:30     pranzo
-      12:30 - 13:30     gioco libero in sezione, salone o cortile
-      13:30 - 15:00     preparazione al sonno dei piccoli o di coloro che lo richiedono e attività libere/guidate in sezione
-      15:00 - 15:15     riordino e saluto
-      15:15 - 15:30     seconda uscita
-      15:30 - 18:00     post-scuola
 
 
SERVIZIO MENSA
 
La preparazione dei cibi avviene all’interno della scuola. I cibi sono sempre freschi e la cuoca provvede a preparare i pasti giornalieri sulla base di un menù suddiviso in cinque giorni della settimana con turnazione nelle quattro settimane del mese.
Il menù è stato approvato dalla USL di Busto Arsizio ed è diviso in menù invernale ed estivo.
I bambini con intolleranze alimentari o allergie, dovranno seguire l’iter delle diete speciali che prevede domanda alla scuola presentando un certificato medico.
 
MODALITA’  D’ISCRIZIONE
 
Le iscrizioni per l’anno scolastico, presso la Scuola dell’Infanzia, si ricevono a partire dall’ultima settimana di gennaio, compilando l’apposito Modulo d’Iscrizione.
Verrà data la precedenza ai:
  • bambini residenti nella parrocchia
  • bambini dello stradario
  • bambini che hanno i genitori che lavorano entrambi
L’ iscrizione comporta, per i genitori, la presa di coscienza dell’identità della proposta educativa della Scuola e l’impegno a rispettarla e a collaborare alla sua attuazione per il tempo in cui il bambino frequenterà la Scuola.
 
 
REGOLE
 
Occorre prestare particolarmente attenzione alle seguenti regole:
  • rispettare l’orario di entrata e uscita
  • al momento dell’ingresso affidare sempre il bambino ad una insegnante
  • al momento dell’uscita l’insegnante affiderà il bambino al genitore. Qualora questi (o chi solitamente ha l’incarico) non potesse venire a prendere il bambino personalmente, dovrà avvertire l’insegnante di riferimento; la persona che ritira il bambino dovrà essere maggiorenne ed avere l’autorizzazione scritta dal genitore
  • è opportuno comunicare alla scuola l’assenza del bambino entro le ore 9:00, occorre compilare il modulo di autocertificazione per una assenza oltre i 5 giorni
  • il bambino non è accettato a scuola se presenta sintomi di malattia acuta in atto quali: febbre (temperatura superiore a 37,5°), dissenteria, vomito, otite, congiuntivite, esantema, stomatite
  • si ricorda inoltre che a Scuola è vietata la somministrazione da parte delle Insegnanti di farmaci al bambino salvo presentazione di certificato medico che autorizzi
  • in occasione di feste religiose o civili è possibile portare ESCLUSIVAMENTE torte e dolciumi confezionati o di pasticceria
  • si richiede, quando si entra e/o esce, di chiudere con cura la porta e il cancello di accesso alla Scuola
 
 
OGNI GIORNO ALLA SCUOLA DELL'INFANZIA CI SI PRESENTA CON:
  • GREMBIULINO  
  • FAZZOLETTO
  • CIABATTE o PANTOFOLE
  • Settimanalmente portare la BUSTINA DI TELA contenente:
  • BAVAGLIA con elastico per piccoli e mezzani
  • TOVAGLIOLO per i grandi
  • FEDERA e COPERTINA per la nanna
 
Il materiale sopra ripportato deve essere contrassegnato con NOME, COGNOME e CONTRASSEGNO del bambino.
Nella nostra scuola il bambino è autonomo nell’utilizzo dei servizi igienici, quindi non serve il pannolino.
Per motivi di privacy, sicurezza e per migliorare l'autonomia del bambino, gli adulti non possono accompagnare i piccoli nei bagni della scuola e sostare nel salone, fatta eccezione per il mese di settembre che viene considerato come periodo d'inserimento.
 
·         La scuola San Cirillo è ben riscaldata pertanto si richiede che il bambino indossi un abbigliamento comodo e leggero
·         Sono da evitare scarpe con legacci, meglio scarpe “a strappo”.
·         Si ricorda che la scuola non risponde dello smarrimento o di guasti ad oggetti personali portati da casa quali giochi, gioielli, ecc….
·         È opportuno guardare quotidianamente la bacheca dove sono esposti gli avvisi per i genitori e il menù settimanale.
 

5. PROGETTAZIONE DELL’ ATTIVITA’ DIDATTICA
 
I bambini iscritti sono 150, suddivisi in cinque classi eterogenee (3 - 4 – 5 anni)
 
COME SI PROGETTA
La nostra Scuola offre la possibilità al bambino di inciampare in domande curiose, attraverso una stimolazione mirata ed intenzionale che faccia scaturire nel bambino il desiderio di conoscere.
“L’apprendimento avviene attraverso l’azione, l’esplorazione, il contatto con gli oggetti, la natura, l’arte, il territorio, in una dimensione ludica, da intendersi come forma tipica di relazione e di conoscenza nel gioco, particolarmente in quello simbolico, il bambino si esprime, racconta, rielabora in modo creativo le esperienze personali e sociali” (dalle Indicazioni nazionali per il curricolo).
 
IDENTITA’
Si stimola nel bambino quegli atteggiamenti di sicurezza, di stima di sé, di fiducia nelle proprie capacità, di motivazioni alla curiosità, ed esprimere e controllare le proprie emozioni e a rendersi sensibile a quelle degli altri.

AUTONOMIA
Tale conquista richiede che venga sviluppata nel bambino la capacità di compiere scelte autonome, di interagire con gli altri, aprirsi alla scoperta, di interiorizzare il rispetto pratico di valori universalmente condivisibili quali: la libertà, il rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente, la solidarietà, la giustizia e l’impegno ad agire per il bene comune prendendo coscienza della realtà e sviluppando la libertà di pensiero.

COMPETENZE
La scuola consolida nel bambino le abilità sensoriali, percettive, motorie, linguistiche e intellettive; stimola la riorganizzazione delle esperienze, l’interpretazione dei messaggi e lo sviluppo culturale e cognitivo.
Significa giocare, muoversi, manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il confronto tra proprietà, quantità, caratteristiche, ascoltare, comprendere, rievocare azioni ed esperienze, descrivere, rappresentare e immaginare, ripetere con simulazioni e giochi di ruolo con linguaggi diversi.

6. CONTINUITA’ ORIZZONTALE E VERTICALE

Progettare l’azione educativa costruendo comunicazioni e collaborazioni con altre figure adulte ed enti che presidiano la crescita del bambino, a partire naturalmente dalla famiglia.
Particolare importanza assumono quindi le attività che vedono la partecipazione attiva dei familiari e la partecipazione nel territorio con altre scuole dell’infanzia, biblioteche, musei, negozi, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, associazioni di volontariato ecc….  come arricchimento di esperienze dirette.
Molta importanza viene data alle iniziative con le scuole primarie, per accompagnare il bambino con attenzione nei delicati passaggi del suo percorso di apprendimento.
 
7. INTEGRAZIONE BAMBINI DISABILI

La piena attuazione del riconoscimento e della garanzia della libertà e dell'uguaglianza (articoli 2 e 3 della Costituzione Italiana), nel rispetto delle differenze di tutti e dell'identità di ciascuno, richiede oggi, in modo ancor più attento e mirato, l'impegno dell’insegnante e di tutte le figure educative della scuola, con particolare attenzione alle disabilità e ad ogni fragilità. Essa richiede la collaborazione ed integrazione tra scuola e territorio, per far sì che ognuno possa "svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso educativo”.
 
Nelle scuole dell’infanzia cittadine al bambino disabile è garantita pari opportunità di accesso e di frequenza, attraverso un sistema di azioni positive finalizzate alla loro integrazione scolastica e sociale. Integrazione che va intesa come promozione del benessere e del successo formativo del bambino e chiama tutti ad operare per il pieno sviluppo delle capacità e del valore della presenza del bambino/alunno con disabilità come risorsa didattico/formativa anche per il gruppo classe.
 
Al processo di integrazione collaborano attivamente tutte le figure professionali che, in un’ottica di progettazione partecipata, ne garantiscono la qualità. Parte integrante ed esplicitamente riconosciuta di questo processo è la famiglia che riveste un ruolo attivo e propositivo nella costruzione del percorso didattico.
 
Questo documento è stato approvato al fine di garantire una migliore accoglienza e migliore integrazione del bambino disabile nei servizi educativi e scolastici e un’ottimale comunicazione tra le famiglie ed i servizi stessi.
 
Nel caso in cui, all’interno di una sezione, si verificasse in corso dell’anno scolastico, la necessità di un secondo sostegno, la scuola si riserva di trasferire in un’altra sezione il bambino ultimo inserito, valutando caso per caso.
Tale documento rappresenta le linee-guida relative alle prassi di integrazione e contiene indicazioni di lavoro riferite alle prassi attivate nei diversi servizi (nido d’infanzia e scuola d’infanzia) in un raccordo di sistema. Esso definisce compiti e funzioni dei diversi ruoli professionali, secondo una scansione temporale che definisce i momenti precedenti l’ingresso, la fase di accoglienza, la fase d’avvio della progettazione e della sua realizzazione, la fase del passaggio di istituzione.
 
Il documento è finalizzato a garantire trasparenza e comprensione delle prassi attivate alla famiglia del bambino con disabilità e, contemporaneamente, a definire prassi professionali condivise nel territorio in una logica di rete tra servizi diversi.
 
Cos’è il Protocollo di Accoglienza
Il protocollo di accoglienza è il documento che permette di rendere effettivo il diritto educativo a tutti, comprese le persone disabili attraverso un’attenzione e uno studio di progetti coadiuvati dal sussidio di didattiche e piani individualizzati, calibrati sulle esigenze/potenzialità dei soggetti coinvolti. È  uno strumento di lavoro, che viene rivisitato periodicamente e aggiornato con integrazioni e varianti secondo le esperienze fatte.
L’adozione di un Protocollo di Accoglienza permette di attuare in modo operativo le indicazioni. Quindi la scuola garantisce un impegno di conoscenza e valorizzazione della realtà personale e sociale del disabile attraverso un’organizzazione educativa e didattica personalizzata per obiettivi e percorsi formativi, ma non diversa dagli altri bambini, perché la vera integrazione dei bambini diversamente abili si fa quando la scuola è a misura di tutti.
 
Obiettivi del Protocollo    
•      garantire a tutti i bambini “pari opportunità”
•      garantire rispetto delle diversità, libertà e solidarietà
•      far sentire accolta la famiglia come attore protagonista del processo di inclusione
•      favorire l’integrazione del bambino disabile all’interno della struttura educativa tenendo presenti i bisogni e le possibilità che emergono 
•      formare un nuovo gruppo/sezione aperto alla disabilità intesa come risorsa per crescere
•      favorire l’integrazione del bambino all’interno del gruppo
•      promuovere incontri e confronti per comunicazioni e collaborazione fra scuola e Enti territoriali
•      accompagnare il bambino nel passaggio dalla scuola dell’infanzia alla primaria, per garantire un inserimento nell’ambiente futuro caratterizzato da una “base sicura” dove il bambino possa “sentire” la curiosità di partire per esplorare il mondo.

Accoglienza 
L’accoglienza del bambino in difficoltà si concretizza in due modalità d’azione: - accogliendo un bambino già certificato al momento dell’iscrizione
-     sostenendo la famiglia nel processo di certificazione, partendo da eventuali
disagi/problematicità emersi ed osservati durante le attività a scuola.
Infatti la Scuola dell’Infanzia, molto spesso, è il primo ambiente educativo dove i bambini vengono inseriti e il primo luogo dove emergono, se presenti, alcune carenze. 
Le forme di difficoltà sono più silenziose rispetto ad altre età, a tre anni infatti i bambini “non fanno rumore”, o ne fanno molto meno che alla Scuola Primaria o Secondaria, quindi è richiesta alla Scuola dell’Infanzia un’attenzione maggiore nell’individuare e focalizzare il disagio per attivare un processo di segnalazione, che richiede innanzitutto una disponibilità di aiuto e sostegno alla famiglia per renderla consapevole delle difficoltà, e una capacità di risposta immediata al bisogno del bambino, innescando un processo di certificazione che favorisca l’attivazione dello sviluppo delle potenzialità proprie di ciascun bambino. 

Fasi
1.   colloquio tra la famiglia e l’insegnante 
2.   colloquio con gli educatori del nido eventualmente frequentato in precedenza
3.   colloquio con specialisti 
4.   preparazione dell’ambiente in maniera adeguata e il più possibile rispondente alle necessità del bambino
5.   osservazione del bambino (attenzione alle sue competenze, alle sue abilità, al suo comportamento nei confronti degli adulti e dei coetanei e di essi nei suoi confronti)
6.   approccio metodologico non strutturato per favorire la partecipazione alle attività
7.   individuazione e creazione di possibili azioni educative da inserire nel P.E.I.
 
Obiettivi
•      promuovere l’inserimento del bambino e della famiglia favorendo lo star bene con i compagni, le insegnanti ed eventuali operatori addetti all’assistenza
•      promuovere azioni efficaci con gli specialisti che seguono il bambino
•      favorire processi educativi caratterizzati continuità orizzontale e verticale
•      permettere una socializzazione interna ed esterna alla sezione
•      avviare una iniziale e reciproca conoscenza tra bambini, insegnante di sostegno, insegnanti di riferimento della sezione ed eventuali operatori addetti all’assistenza
•      dare al bambino una prima conoscenza dello spazio, dei tempi e dell’organizzazione della scuola nella quale si muoverà
•      individuare delle scelte didattiche-metodologiche per favorire la loro partecipazione alle attività, tenendo conto delle loro competenze e delle loro possibilità
 
Contenuti
·         lettura di eventuali materiali informativi del bambino pervenuti
·         selezione degli strumenti e delle modalità di osservazione: la prima conoscenza del bambino è un momento importante in cui si cominciano a instaurare le prime relazioni con la famiglia e con tutti coloro che si occupano di lui
·         scelta attività di gioco libero-organizzato e attività educative e didattiche

Tempi
Il processo di accoglienza, trova nella costruzione del P.E.I. uno strumento essenziale per progettare insieme un lavoro efficiente ed efficace a favore del disabile e delle loro famiglie.
 
Integrazione
L’integrazione “sottintende” la condivisione di un progetto e di una volontà espressa di cambiamento, attraverso un percorso di conoscenza e adattamenti reciproci.
È azione di collaborazione in cui intervengono soggetti diversi (famiglia, insegnanti, gruppo classe, medici specialisti ed esperti, enti territoriali) affinché il bambino entri a far parte attiva della realtà sociale in cui vive.
Per azione si intende:
1)     lettura dei documenti degli specialisti
2)     incontro fra insegnanti ed educatori che hanno operato precedentemente
3)     condivisione delle informazioni con i genitori durante i colloqui
4)     osservazione strutturata del bambino
5)     stesura del Progetto Educativo Individualizzato (P.E.I.) e l’inserimento nella programmazione di sezione
6)     realizzazione delle attività programmate secondo il P.E.I. e la programmazione di sezione
7)     verifica e la valutazione degli obiettivi prefissati
8)     compilazione della relazione finale
9)     incontro con le insegnanti della Commissione Handicap della Direzione Didattica/Istituto comprensivo della Scuola Primaria
    
 1)  Lettura documenti degli specialisti
Il Gruppo di Lavoro Handicap (insegnante di sezione, insegnante di sostegno) consulta la Diagnosi Funzionale, redatta dal Servizio ASL o altra struttura abilitata, per avere un’informazione completa, specifica ed avere un quadro più completo della vita del bambino all’interno della struttura scolastica. 
 
2)  Incontro insegnanti ed educatori che hanno operato precedentemente
Qualora il bambino provenga da un nido o da altra struttura l’equipe pedagogica si incontra con le educatrici e gli operatori che hanno lavorato precedentemente con il bambino per condividere: informazioni, strategie operative, strumenti, materiali prodotti, documenti.
L’incontro avviene prima dell’inizio dell’inserimento del bambino. L’insegnante di sostegno ha il compito di verbalizzare l’incontro al fine di lasciarne traccia. Tale relazione va inserita nella Cartella pedagogica del bambino.
 
3) Condivisione informazioni con i genitori durante i colloqui
Durante l’intero anno scolastico l’equipe docente si incontra con i familiari, tramite colloqui individuali, per dare e ricevere informazioni.
Sono previsti di norma tre incontri individuali:
·         all’inizio della scuola dove la famiglia presenta alle insegnanti il bambino, le sue abitudine in famiglia, le strategie eventualmente adottate per gestire determinate situazioni;
·         dopo i primi mesi di scuola per scambiarsi nuove informazioni sulla vita familiare e quella scolastica del bambino e per condividere il P.E.I.;
·         verso la fine dell’anno scolastico per parlare del percorso seguito e dei progressi raggiunti dal bambino.
I familiari partecipano, naturalmente, anche alle riunioni di sezione durante l’anno scolastico e rimane massima la disponibilità da parte delle insegnanti di ulteriori colloqui nel momento in cui la scuola o la famiglia ne valutassero la necessità.
 
4) Osservazione strutturata del bambino
L’osservazione è uno strumento che permette all’educatore di raccogliere e organizzare informazioni utili alla valutazione educativa di un bambino all’interno di un contesto educativo/formativo. L’osservazione può essere praticata in modi molteplici, a seconda di ciò che è stato ritenuto opportuno osservare.
Nel caso in cui un bambino dimostri delle abilità diverse dalle più conosciute è opportuno utilizzare una osservazione sistematica guidata da uno specifico obiettivo conoscitivo.
Un’osservazione strutturata garantisce una migliore conoscenza del bambino e quindi permette la formulazione di un intervento educativo efficace e produttivo.
L’osservazione quindi verrà effettuata dall’insegnante di sostegno, di sezione ed eventuali operatori addetti all’assistenza. Le informazioni raccolte verranno utilizzate per la stesura del P.E.I. e rileveranno le potenzialità e abilità del bambino per quanto riguarda:
·        autonomia personale
·        relazione con compagni e adulti
·        comunicazione e linguaggi
·        motricità
·        funzionalità sensoriale e percettiva
·        aspetto cognitivo
 
5) Stesura P.E.I. e inserimento nella programmazione di sezione
Entro fine novembre l’equipe pedagogica elabora il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.). Tenendo conto delle diverse informazioni pervenute dalla lettura dei documenti, dalla famiglia, dagli incontri con i medici/specialisti e dall’osservazione diretta, si procede alla stesura del P.E.I., il documento nel quale vengono descritti gli obiettivi didattici ed educativi a breve termine, i metodi e le strategie utilizzate, gli strumenti di verifica e valutazione. Nella stesura del P.E.I. si terranno conto delle abilità e potenzialità del bambino.
Il P.E.I. seguirà, ove possibile, la programmazione della sezione.
Le componenti fondamentali del P.E.I. sono:
·         Diagnosi Funzionale Educativa, momento conoscitivo dei punti di forza/debolezza e dei bisogni educativi speciali
·         Profilo Dinamico Funzionale, momento di definizione di obiettivi e di scelte progettuali
·         attività, materiali, metodi di lavoro, momento di definizione di tecniche e risorse per l’insegnamento-apprendimento
·         verifica
·         valutazione, momento di revisione finale.
Il P.E.I. e la Relazione finale vanno inseriti nella Cartella pedagogica.
 
6)          Realizzazione attività programmate
Il bambino partecipa alle attività di sezione e a quelle individualizzate con proprie modalità e tempi. Egli lavora sia con le insegnanti di sezione sia con l’insegnante di sostegno, presente in base alle ore assegnate.
L’interesse delle insegnanti di sostegno è rivolto sia alla sfera cognitiva, sia a quella relazionale per permettere al bambino di sviluppare abilità socio-relazionali positive da utilizzare in diversi contesti.
Per l’attuazione dell’intervento è indispensabile che vi sia costante coordinamento fra le insegnanti dell’equipe pedagogica durante le ore di incontro (coordinamento, intersezione, programmazione).
 
7)          Verifica e valutazione obiettivi prefissati
La valutazione di un bambino con difficoltà si concretizza ridefinendo periodicamente gli obiettivi individuali predisposti per lui in relazione al raggiungimento o meno degli stessi. Se si vuole attuare un processo di integrazione, si deve porre il bambino in condizione di “raggiungere” qualcosa, quindi il progetto va calibrato.
Periodicamente l’equipe pedagogica verifica sia gli obiettivi della programmazione di sezione sia quelli del P.E.I., utilizzando l’osservazione e l’analisi degli elaborati prodotti. La verifica è svolta dalle insegnanti di sezione e di sostegno, che condividono le informazioni rilevate. 
In base ai dati raccolti valutano gli apprendimenti e gli sviluppi ottenuti nel corso dell’anno scolastico, utilizzando i parametri condivisi ad inizio anno ed indicati nelle varie programmazioni.
Tenuto conto dei progressi fatti nell’arco dei tre anni scolastici, l’equipe pedagogica con il collegio docenti si riserva la decisione, sempre per il bene del bambino, di fermare per un anno aggiuntivo oppure far proseguire il  bambino nel suo cammino scolastico alla scuola primaria.
 
8)          Compilazione relazione finale e Cartella pedagogica
La Cartella pedagogica è uno strumento dell’insegnante di sostegno ed è simile ad un registro personale. Essa ha funzione riassuntiva e di documentazione poiché in essa vanno raccolte:
-           osservazioni provenienti da differenti fonti
-           percorsi didattici
-           verifiche
-           valutazioni del bambino
-           verbali
-           relazioni     
La Cartella pedagogica ha lo scopo di:
·                raccogliere il percorso annuale del bambino, affinché ne rimanga testimonianza;
·                indicare le abilità e le conoscenze del bambino al termine dell’anno.
Tale documento va consegnato alla referente entro il mese di giugno, debitamente compilato dall’insegnante di sostegno.
 
9)          Incontro con le insegnanti Commissione Handicap della Direzione Didattica/Istituto comprensivo della Scuola Primaria
Le insegnanti di sezione e di sostegno della scuola dell’infanzia realizzano un incontro con la Commissione disabilità della Direzione Didattica/Istituto comprensivo prima del passaggio del bambino dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria per condividere informazioni fra docenti e aggiornarsi sulle nuove normative e sui nuovi studi, elaborare strumenti e documenti utili e spendibili direttamente per l’accoglienza e l’integrazione del bambino diversamente abile.

8. FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO
  • formazione continua che si attua nello studio personale, nel confronto delle esperienze, nella collaborazione anche con altre scuole
  • partecipazione a corsi di formazione.
  • partecipazione alle giornate pedagogiche, organizzate dalla F.I.S.M. (Federazione Scuole Cattoliche Materne ) con la coordinatrice di rete.
  • partecipazione ai corsi di aggiornamento
 
Torna ai contenuti | Torna al menu